Perché il mio libro non si trova nella libreria di Pontevattelapesca? Velo spiego facile facile
sabato 21 ottobre 2017
lunedì 19 giugno 2017
La prima di Briciole è stato un successo
Nonostante l'orario difficile, le 12 di domenica, la prima di Briciole è stata davvero un successo, e presto replicheremo. Ecco alcuni scatti della bellissima giornata e un grazie di cuore a Brunella Caputo che mi ha aiutato a parlare del libro.
lunedì 12 giugno 2017
Briciole. Intervista su La Città di Salerno
Per Rocco Papa ritorno al passato
“Briciole” il 18 giugno a Salerno Letteratura
Una ragazza scompare e pezzi della sua esistenza vengono ritrovati là dove non dovrebbero essere. Il libro si chiama “Briciole” ed è il nuovo romanzo giallo dello scrittore Rocco Papa, pubblicato da Runa Editrice, che verrà presentato nell’ambito del Festival Salerno Letteratura, il 18 giugno alle ore 12. Questa volta, Rocco Papa, abbandona le ambientazioni più noir per immergersi nel giallo poliziesco, non senza soffermarsi sugli aspetti psicologici dei personaggi. La storia è ambientata in una cittadina meridionale affacciata sul mare. Protagonista è l’ispettore Lorenzo Castaldi che dovrà occuparsi della scomparsa improvvisa della figlia di un primario. Si pensa ad una bravata adolescenziale. Ma presto i vestiti della ragazza saranno rinvenuti nel portabagagli di un’auto che ha appena avuto un incidente e nel quale è morto il conducente; il telefonino scoperto nella cassetta postale di una donna, il cui cadavere viene trovato nella zona collinare della città; il trolley, con il quale viaggiava, sbucherà all'ingresso della segreteria politica di un senatore.
L’ispettore Castaldi si ritroverà ad agire all’interno di un puzzle intricato e a seguire le briciole che qualcuno lascia per lui. E il titolo è appunto “Briciole”, il quinto romanzo dello scrittore salernitano, che arriva dopo “Il Sangue dei Primi”, “I giorni del male”, “Secondo Natura”, “Operazione Perseo”. Questa volta una storia non ispirata da alcun fatto di cronaca specifico.
«Un romanzo di fantasia, un giallo – spiega lo scrittore – Amo i gialli, li ho sempre letti con passione e ne ho già scritti in precedenza. Per me è stato un ritorno, un ripartire verso questa mia vocazione iniziale. Mi piace molto scrivere di cosa muove l’animo umano a compiere determinate azioni, cosa spinge a superare l’asticella che determina la divisione tra lecito ed illecito. Sostanzialmente tendo a far venire fuori le cose che abbiamo dentro, tutti. Una indagine dell’animo umano, insomma». E sull’ispettore Castaldo, l’autore cerca di delinearne i contorni. «Castaldo è lo stereotipo dei poliziotti di casa nostra. Essenzialmente una persona sola, a causa degli eventi della vita. Alla ricerca di una donna, anche se non ossessivamente. Il suo motto è “la vera libertà è nel non avere nulla e nessuno da perdere”. Qualcosa di mio certo c’è, ma è diluito nelle riflessioni dei personaggi sulla vita, sul mare, sulla città. In particolare, il mare diventa spunto e specchio nei quali potersi riflettere».
La collaborazione con Runa Editrice era già iniziata tempo fa, ai tempi dell’antologica “Corte Nera” con il racconto “Secondo Natura”. «Ci lasciammo con la promessa che avremmo collaborato ancora. Adesso c’è stata la possibilità», dice Papa, che poi fa l’occhiolino ai suoi lettori.
«Dal pubblico mi aspetto di regalare qualche ora in compagnia con una bella storia, voglio che i lettori ne siano coinvolti, ma non che ci sia una morale o messaggi subliminali, solo una sana lettura di svago». (da. spe.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
L’ispettore Castaldi si ritroverà ad agire all’interno di un puzzle intricato e a seguire le briciole che qualcuno lascia per lui. E il titolo è appunto “Briciole”, il quinto romanzo dello scrittore salernitano, che arriva dopo “Il Sangue dei Primi”, “I giorni del male”, “Secondo Natura”, “Operazione Perseo”. Questa volta una storia non ispirata da alcun fatto di cronaca specifico.
«Un romanzo di fantasia, un giallo – spiega lo scrittore – Amo i gialli, li ho sempre letti con passione e ne ho già scritti in precedenza. Per me è stato un ritorno, un ripartire verso questa mia vocazione iniziale. Mi piace molto scrivere di cosa muove l’animo umano a compiere determinate azioni, cosa spinge a superare l’asticella che determina la divisione tra lecito ed illecito. Sostanzialmente tendo a far venire fuori le cose che abbiamo dentro, tutti. Una indagine dell’animo umano, insomma». E sull’ispettore Castaldo, l’autore cerca di delinearne i contorni. «Castaldo è lo stereotipo dei poliziotti di casa nostra. Essenzialmente una persona sola, a causa degli eventi della vita. Alla ricerca di una donna, anche se non ossessivamente. Il suo motto è “la vera libertà è nel non avere nulla e nessuno da perdere”. Qualcosa di mio certo c’è, ma è diluito nelle riflessioni dei personaggi sulla vita, sul mare, sulla città. In particolare, il mare diventa spunto e specchio nei quali potersi riflettere».
La collaborazione con Runa Editrice era già iniziata tempo fa, ai tempi dell’antologica “Corte Nera” con il racconto “Secondo Natura”. «Ci lasciammo con la promessa che avremmo collaborato ancora. Adesso c’è stata la possibilità», dice Papa, che poi fa l’occhiolino ai suoi lettori.
«Dal pubblico mi aspetto di regalare qualche ora in compagnia con una bella storia, voglio che i lettori ne siano coinvolti, ma non che ci sia una morale o messaggi subliminali, solo una sana lettura di svago». (da. spe.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
giovedì 25 maggio 2017
I Guardiani, Sete, non una recensione, ma una confessione
In questo periodo, purtroppo, ho un po' di tempo libero. La vita riserva sorprese (a volte brutte)... L'ho impiegato, guarda un po', a leggere. Quattro libri, anzi tre e mezzo, visto che l'ultimo lo sto finendo, che mi hanno fatto capire un sacco di cose, se ancora ce ne fosse stato bisogno, sull'editoria e sui lettori. In ossequio all'omertà e a una certa ipocrisia che aleggia su questo mondo, citerò solo i due autori che mi sono piaciuti. Gli altri due libri, però, sono stati utili a farmi capire quanto possano essere sopravvalutati certi soggetti, solo perché spinti da un po' di critica... o da qualche parente. Vabbè, lasciamo stare. Ho letto in tre giorni i Guardiani, di Maurizio de Giovanni. Ok, parliamo di un libro diverso da quello a cui ci ha abituati, ma ho sentito qualche critica, sussurrata per carità, esagerata. Se vuoi leggere i Guardiani, devi approcciarti con la mente sgombra e la fantasia aperta, altrimenti non ti piacerà. Se poi hai sempre snobbato Asimov, è meglio che non lo compri. Direi che al di là della scrittura, sempre raffinata, è la capacità di portarti dentro la storia, anche se è quel tipo di storia, la vera carta vincente di De Giovanni. Lui ti coinvolge, e tu sei lì a camminare, scappare tra i vicoli e i sotterranei della città. Questo è uno scrittore.
Il libro che sono in procinto di terminare (oggi) è Sete, di Jo Nesbo. Credo che per apprezzarlo in pieno bisognerebbe conoscere il norvegese, ma anche tradotto (ottimamente) è assolutamente spettacolare. E anche qua, tu che leggi, non riesci a smettere e cominci a sperare che Harry Hole, il protagonista, non ricominci a bere, e... ok, niente spoiler. Anche in questo caso, l'autore ti tira per i capelli nella storia e non ne puoi uscire fino all'ultima riga dell'ultima pagina. Hai quasi paura a uscire di casa, al buio, tanto è forte la suggestione che il male può essere là ad aspettarti. Ecco, questi sono autori, sono scrittori... e il primo giugno esce il mio libro, e già provo un certo imbarazzo. Ma non perché io debba confrontarmi con loro, ci mancherebbe, e nemmeno con gli altri due autori che non ho voluto nominare, ma perché se già esistono tali tipi di storie e di scrittori, che senso ha tutto il resto, il contorno; serve solo per esaltare ulteriormente quelli veramente bravi. Ho finito, non voleva essere una recensione, ma una confessione...
mercoledì 24 maggio 2017
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